Millennium Trilogy

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Non è che volevo. Dovevo scrivere almeno qualche riga su questo ultra mega romanzaccio che mi ha letteralmente travolta, sedotta e… abbandonata.

Ma partiamo dall’inizio!

Si tratta in realtà di una trilogia, ma sarebbe più corretto definirla una “serie interrotta” visto che l’autore- Stieg Larsson (“anni” a farne lo spelling per poterlo prenotare in biblioteca mi rendono ormai facilissimo scriverlo)- è morto prima di poter scrivere il libro finale della serie. imagexxs

Tre libroni da circa 700 pagine l’uno, un susseguirsi di atmosfere gelide e dense di misteri, caratteristiche dei paesi nordici, visto che pressappoco tutte le vicende sono ambientate in Svezia.

Mi aveva incuriosita il fatto che fosse un thriller e che trattasse di vicende giornalistiche in ambiti informatici, avevo già intuito che mi avrebbe indotta fin da subito ad addentrarmi nella storia e beh, ci avevo visto giusto! Ma quanto , giusto?

E’ impossibile sapere se ti piacerà un libro prima di leggerlo, e il bello è proprio questo, no? Vada come vada, è sempre una sorpresa. A volte una bella sorpresa, alle volte un po’ meno. Devo dire che fin dai primi due terzi del primo libro la mia opinione in merito allo stile dello scrittore cominciava a vacillare un po’. Stavo aspettando una svolta epica che avrebbe formalmente ufficializzato il libro come uno dei miei preferiti.

E, semplicemente, non è arrivata. Così sono rimasta un po’ delusa ma ciò non cambiava ovviamente il fatto che il libro mi avesse tenuta incollata alle pagine dall’inizio alla fine. Si, nonostante capitoli interi che a volte strabordavano un po’ di informazioni che non mi sembravano necessarie ne’ alla storia ne’ all’ambientazione. Non sono un tipo che odia le descrizioni, in realtà.

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Ma ho scoperto ben presto che lo stile di questo scrittore è molto… Ricco di dettagli ed informazioni, non saprei descriverlo in altro modo. Se da una parte ciò può rivelarsi interessante dall’altra ostacola un po’ il coinvolgimento con la storia vera e propria.

Nel terzo libro ciò diventa ancora più “maniacale” e le informazioni cominciano a susseguirsi all’impazzata, tra dettagli irrilevanti e personaggi marginali che compaiono per dieci minuti descritti fin nei minimi dettagli con vita morte e miracoli ecc. (ricordo ancora una manciata di capitoli dedicati a un inserviente che doveva soltanto posizionare un telefono cellulare per aiutare Mikael)

E’ una delle particolarità di questa trilogia. “Personaggi terziari” che prima o poi devi odiare per forza perché stanno in mezzo ai piedi mentre tu vuoi sapere assolutamente come finisce una determinata questione tra i personaggi veri e propri.

Ma questo è l’unico aspetto stilistico che non mi è piaciuto di tutti e tre i libri. Certo, è un aspetto bello grosso in definitiva, ma la storia principale è strutturata in un modo altrettanto macchinoso ed intricato, tanto che vale anche qualche descrizione di troppo. I due protagonisti sono ben costruiti e adorabili ognuno a modo suo. Ma anche quelli secondari non sono da meno, inoltre i misteri e gli enigmi particolari che costellano la trama sono ben congegnati e cervellotici.

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I personaggi

Lui, Mikael, reporter quarantenne di successo, responsabile di una testata giornalistica mensile (Millennium, appunto) estremamente mordace nei confronti dei potenti corrotti e che mira a smascherare vicende spinose in ambito politico ed economico.

Lei, Lisbeth, ragazza all’apparenza un po’ Emo, venticinquenne hacker, lavora come ricercatrice per una ditta che si occupa di impianti di sicurezza personale o aziendale che alle volte conduce investigazioni private per conto dei clienti. Insolente e intelligentissima, riservata e diffidente nei confronti delle persone, è il tipo di personaggio che risulta interessante fin dall’inizio. Non voglio dire altro per non rovinare alcuna sorpresa, ma è una tipa in gamba.

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Le storie di Mikael e Lisbeth le ho trovate coinvolgenti al punto giusto e semplicemente meritano di essere lette.

Il primo libro nella versione italiana si chiama Uomini che odiano le donne e, proprio come ci si aspetta dal titolo, tratta di violenza contro le donne , all’inizio di ogni nuova parte del libro compaiono statistiche relative alle vicende di maltrattamenti contro le donne in Svezia. La tematica abbraccia in realtà tutti e tre i libri della trilogia ma nel primo quest’argomento è un legante naturale di tutte le vicende narrate. Il secondo libro, pur mantenendo la tematica di fondo di partenza, in ogni nuova sezione del libro presenta delle equazioni con annesse delle spiegazioni matematiche. Diciamo che riguarda uno dei tanti misteri del secondo libro, che di per se’ è quello che ho preferito.

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Prove di casting

Stavolta mi sono proprio sbizzarrita 😀

Mikael: Andrea Scanzi (giornalista del Millenn.. ehm.. Fatto Quotidiano)

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Erika: Lilly Gruber (Conduttrice di Otto e mezzo)

(ammettetelo dai, che l’accostamento non è poi assurdo!)

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E devo precisare che non ho neanche lontanamente immaginato che tra queste due persone ci sia del tenero nella realtà. Ma Mikael mi ha fatto pensare fin dall’inizio a Scanzi, quindi una volta terminata la lettura, al momento di assegnare un volto noto ad Erika, ho voluto optare per Lilly!

Per Lisbeth non ho alcun volto noto invece, mi va benissimo lasciarle quello di Mara Rooney, l’attrice che l’ha interpretata in “Uomini che odiano le donne” (The Girl with the dragon tattoo in inglese), nella versione di David Fincher. Anche Nomi Rapace, dell’altra trasposizione cinematografica, non mi dispiace ma trovo che questa sia più simile non tanto nell’aspetto fisico quanto nell’attitudine della Lisbeth originale del libro.vani

 

Aggiornamento: questo post è rimasto in forma di bozza per diverso tempo ormai, da quando l’ho scritto Millennium è diventato un inserto mensile del Fatto Quotidiano, il direttore della testata è Peter Gomez! Non so quanto bene abbiano fatto a “materializzare” un giornale opera di fantasia, forse si sono pompati un po “romanzandosi”, io stessa adesso quando compro il giornale in realtà penso al libro. Ma è stata sicuramente una sopresa, e una di quelle belle!:D

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Bad Habits , Elisa (-2 alla partenza)

Bad Habits Testo – Elisa

Testo canzone “Bad Habits” di Elisa. La canzone è estratta dal album “On” del 2016.

Thought it was a thick wall I was leaning on
Thought I found the right war worth fighting for
They’re breaking in
And they want more
In the circle of trust, here I stand alone
A fistful of dust, is all I have to show

I’m wearing thin, and I’m letting go
Miles and miles beneath the ground
Lies the feeling I have found
Love that pulled me out the door

Love I’ve never felt before
Once it laid down next to me I saw all that I couldn’t see
Everything they took from me
But I’ll break bad habits
Old habits to break

When it’s getting dark no one’s gonna know
We’re fed to the sharks in the undertow
“oh… what have I done?” “I don’t know”
“we’ll blame it on them”, “we’ll put on a show”

You cry out for help, cuz you’ve lost your soul
But once again, we’ll forget it all
Miles and miles beneath the ground
Lies the feeling that I’ve found

Love that pulled me out the door
Love I’ve never felt before
Once it laid down next to me I saw all I couldn’t see

Everything they took from me
But I’ll break bad habits
Old habits to break
Hard habits to break

I’ll break bad habits
Miles and miles beneath the ground
Lies the feeling that I’ve found
Love that pushed me out the door
Love I’ve never seen before

Once it laid down next to me I saw all I couldn’t see
Everything they took from me
Gotta break bad habits
I’ll break bad habits
Break bad habits
I’ll break bad habits

TESTI ELISA | TRADUZIONE BAD HABITS

 

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Andiamo via (-3 alla partenza).

Una di quelle frasi assolutamente non necessarie.
Forse un giorno ho scoperto che lui riusciva a sopportare il mio silenzio molto più di quanto io non sopportassi il suo parlarmi di nulla.
E che tu desideravi il mio silenzio almeno tanto quanto io non agognassi a parlare con te di tutto.

Lock me out

Tu il lucchetto chiudilo, e magari chi cercherà di aprirlo si arrenderà Ma forse ti conviene investire su quel lucchetto, perché sarà quello che dovrà resistere per tutta una vita (Immagine presa dal web)

via Immagine del giorno  — ilmondodelleparole

Carve the mark–I predestinati (Veronica Roth)

Si chiama Carve The Mark, è scritto dall’autrice di Divergent, è il primo libro di una duologia ambientata in un universo inventato.

Le vicende sono ambientate in un sistema solare lontano, a grandi linee simile al nostro, formato da una stella e una decina di pianeti

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Nooo, non sto parlando di Trappist-1, la stella nana del nuovo sistema solare appena scoperto in cui potrebbe esserci la vita, a soli 39 anni luce da noi… O forse si?

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“Mi fissò con occhi che avevano paura di sperare, e speravano lo stesso.”

(22. 11. 63 – S. King)

Geografia del Web Writing

Ovvero la breve storia di come SEO schiavizzò Write

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