Secretly, Tris Prior (riflessioni varie ed eventuali su Insurgent)

 

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In molti dicono che Insurgent sia il capitolo più debole della trilogia, perché per quanto vengano messi a nudo nuovi rapporti tra i protagonisti e molti altri  personaggi importanti, sembra proprio che la storia stenti a decollare e la lettura non è affatto scorrevole come nel primo libro, i momenti in “calare” della narrazione diventano numerosi ed io stessa, più volte, mi sono sentita in procinto di lasciar da parte il libro, nonostante mi piaccia davvero tanto la storia complessiva, e l’abbia seguita in pratica da quando solo la trama fu tradotta in italiano.

Ad oggi, dopo averlo letto (qualche anno fa ormai), ho realizzato che per quanto la narrazione sia decisamente meno incisiva rispetto al primo libro, presenta comunque sorprese che valgono la pena di immergersi in una lettura magari un po’ distratta all’inizio.754d97208bb59879409023b8bf3c4942

Bisogna tenere un po’ duro però. Forse perché i personaggi inseriti si sono rivelati troppi (a differenza del film che invece ne “trascura” decisamente troppi), tanto che riuscire a tenere il passo con tutti i personaggi esistenti alla lunga si rivela poco produttivo. (il problema, ovviamente, non è nel numero dei personaggi quanto la loro poca interattività tra loro una volta inseriti)

Eppure ricordo chiaramente quel momento, verso i 3 quarti di libro, nel quale la lettura della storia ha ricominciato ad appassionarmi (lo so, non è proprio una delle frasi motivazionali più ad effetto), nuovamente come nel primo libro, e mi sono detta che avevo fatto bene a non aver rinunciato, perché per un esito della storia talmente interessante e sorprendente come quello di Insurgent ne vale davvero la pena.

Ricapitoliamo: Se in Divergent vengono delineati il contesto e la storia, in Insurgent il sistema delle fazioni collassa sotto gli occhi del lettore, di capitolo in capitolo, rivelando i suoi punti deboli fino a sgretolarsi, ma mai del tutto. A un sistema così radicato serve più di una semplice rivoluzione per crollare, questo è il motivo per cui quando crollano alcuni schemi mentali si ricostruiscono anche se in maniera diversa. E’ il caso di (SPOILER ALERT – per leggere seleziona col mouse la prossima frase E’ il caso degli Esclusi che alla fine del libro, pur salvando un po’ la situazione, si aspettano di riformare un sistema sociale a loro immagine e somiglianza che sostituisca quello delle fazioni. fino a qui)

E mi sono detta che forse anche questa storia che a un certo punto era andata “a scemare” un pò le aspettative e l’interesse, forse rispecchiava in qualche modo ciò che stava vivendo Tris : Insurgent è il libro nel quale Tris cerca di difendersi dal dolore con tutta la forza che ha.. finchè ne ha.

Ma si riprende da quello smarrimento quando capisce che non poteva evitarlo per sempre, non poteva sottrarsi a questo duello perché soltanto facendo i conti con quella parte di sé avceebrensandotblogspotdotcom (21)rebbe riscoperto sé stessa.

In Insurgent Tris si rende conto che questa è ben altro che una semplice battaglia, perché avviene tutto dentro di lei, in un posto difficile da definire. Si ritrova in più punti del libro ad evitare Tobias proprio perché in un certo senso lui rappresenta anche il suo punto di congiunzione con quella parte più nascosta di sé, alla quale però, momentaneamente, lei cerca di sfuggire.

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In questa fase la parte romance viene trascurata per una serie di avvenimenti, ostacoli e avversità che Tris e Four si ritrovano a dover affrontare, tra mostri del passato, sensi di colpa, lutti e difficoltà varie.

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Stavolta è Four che la ritrova, dopo averla temporaneamente persa. Catturato dai nemici ed in seguito aiutato da una persona inaspettata, mentre Tris è costretta da Jeanine ad affrontare le simulazioni di tutte e cinque le fazioni per riuscire a.. Beh per motivi che non voglio rivelare qui.

L’ultima sfida è la più difficile, dovrà infatti perdonare se stessa.

 

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Sfatiamo il mito del film peggiore del libro

A sorpresa questo capitolo della saga è stato rappresentato piuttosto bene anche nel film. Le differenze tra libro e film non pesano molto, quando il film ha una sua propria identità e regge benissimo in piedi anche senza i libri.

Ho però scoperto da poco che il regista di Insurgent ed Allegiant (Robert Schwentke) vuole prendersi una pausa e che quindi la regia dell’ultimo capitolo (Ascendant) verrà affidato a Lee Toland Krieger. Ciò che mi chiedo è essenzialmente questo: Perché? Non vedo il motivo per cui il film debba essere sfornato così velocemente senza neanche dare tempo a un regista di riposarsi a dovere. Forse sbaglio io a pensare che il regista sia forse la figura più importante per la realizzazione di un film, e che, una volta che questo regista ha dato la sua impronta a due capitoli della saga, (riusciti bene e che hanno riscosso il giusto successo) sia doveroso da parte di tutti quelli del Lionsgate capire quali siano le prerogative più importanti e non tirare a sorte per affidare il compito più importante a un regista di passaggio. Non che Lee non sia un regista all’altezza, so che ha fatto film importanti anche se Adaline non mi ha esattamente conquistata, è  una semplice questione di coerenza stilistica.

 

Domanda: Perché parlare adesso di Insurgent, dopo così tanto tempo rispetto all’uscita del1398346552311626 libro e del film?

Perché adesso che è usgiphy (5)cito Allegiant, e che ho finalmente ripreso in mano di nuovo il libro per sapere come finisce, mi sembra doveroso parlare di Insurgent prima di trattare quest’ultimo capitolo della saga. Non si può passare ad Allegiant senza aver capito la trama di Insurgent, quindi ecco spiegato il motivo del post.

 

 

 

 

 

Un treno ancora in corsa

Io ammetto che ultimamente non ho per nulla saputo tenere le redini di questa storia complicata, qualcosa mi sarà sicuramente sfuggito ma la domanda che mi ha accompagnato per i primi due libri è: Ma sto treno?

 

 

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4 Replies to “Secretly, Tris Prior (riflessioni varie ed eventuali su Insurgent)”

  1. Io forse sono una delle poche persone che come libro preferisce il secondo a tutti gli altri, perché a mio parere in insurgent viene fuori la verità ormai sulle fazioni, e verso la fine abbiamo anche una dimostrazione d’amore da parte di quattro verso tris, quando pensa che l’abbiano uccisa. E soprattutto in questo libro vengono messe a nudo le personalità di molti personaggi (vd. Peter, Caleb..)

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    1. Ma anche secondo me Insurgent è un bel libro, io l’ho apprezzato davvero tanto anche se ci ho messo un po’ più di fatica per “entrare nella storia”.. Sui personaggi secondari invece ho avuto l’impressione che una volta introdotti non fossero approfonditi per bene.. Infatti mi è rimasto poco o nulla delle loro storie, la storia di Tris e Quattro diciamo che prende il sopravvento in certi punti, e ciò non è assolutamente un male però riuscire a tenere il filo narrativo con tutti gli altri personaggi poi non risulta facilissimo (e mi sto riferendo anche ad Allegiant che introduce un bel po’ di personaggi nuovi). Peter si è rivelato una bellissima sorpresa invece:)

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