Secret n#70 “I know You”

E poi aveva fatto una cosa strana, aveva pronunciato quella frase con naturalezza, mettendola all’interno della loro chiacchierata tra un discorso e un altro. Un po’ sbrigativo forse, come per mettere la cosa in chiaro e andare avanti. Ma con questa disinvoltura la sua frase acquisiva, a sorpresa, ancora più importanza.

 Aveva preso quattro parole semplici, insospettabili, le aveva messe insieme ed era sgorgata dalle sue labbra una frase armata di una nuova ed inaspettata potenza.

“Io so chi sei” le aveva detto.

E sarà stata la casualità del tutto, la spontaneità della frase, ma qualcosa le aveva impresso dentro quelle parole fino quasi a scolpirle. A volte se lo era chiesto chi fosse, chi fosse davvero, in quel periodo così confuso da mettere in discussione tutto a cominciare da lei stessa. Ma qualcuno adesso le aveva detto che sapeva bene chi era. E questo, anche se forse non avrebbe dovuto, le aveva scaldato il cuore e ridato una piccola, bella speranza: forse aldilà di tutto sarebbe davvero andato tutto bene.

Forse la consapevolezza casuale di una persona era tutto quello di cui aveva bisogno al momento, per sapere quel che doveva sapere: non era necessario che si disperdesse ancora tra gli enigmi della sua coscienza. Forse avrebbe cominciato a ritrovarsi, dopotutto. Forse qualcuno non l’aveva mai persa.
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