Je suis Spam

Siamo tutti un po’ Spam.

 

 

Chi non odia le email di phishing? Ma si, quelle mail sospette scritte in italiano corretto (anzi, correggiuto) che ti avvisano gentilmente che il tuo conto bancario in svizzera e’ appena stato manomesso. E tu ti dici:  “eeh?” Poi fai due più due e i conti tornano, se pensi a certi contorti meccanismi di spam. Specialmente nel caso in cui tu non abbia realmente un conto bancario in svizzera.

 

Negli ultimi tempi ho ricevuto migliaia di email simili, a giudicare soltanto dai titoli ho scoperto che: ho aperto un conto postepay, che poi è stato chiuso non si sa bene da chi / Ho ricevuto bonifici / E’ stato manomesso / Temporaneamente chiusoRiaperto / Ho ricevuto il 2×1000 (boh, non chiedetemi) / Richiuso (e via via dicendo)

Insomma, avete capito che io non ho mai avuto una carta Postepay, ma questi non mollano un attimo. Vogliono per forza estorcermi una nome utente e una password che non ho mai avuto, tempestandomi di email a raffica.

 E a cosa si riduce tutto questo? Spazzatura. Spazzatura astratta. Non c’è raccolta differenziata che tenga: Non è carta, non è Plastica e di organico non ha proprio nulla. Non ha peso. Ne’ consistenza. E’ solo un vago “nulla” che gira per le caselle di posta elettronica e una volta cancellato il nulla che è sempre stato si nullifica ancora di più, diventando un nulla al quadrato.

Anch’io sono stata contrassegnata come Spam, una volta.
Non una mia email, non un mio messaggio. La mia persona.

Che poi può succedere un po’ a tutti quanti, credo. Si può essere definiti insistenti. Si può essere classificati come inascoltabili. O semplicemente parlare con le persone sbagliate.

Perché a volte non basta il poter o voler dire le cose. Bisogna farlo nel momento più idoneo. E sembra talmente scontato che non lo è, non lo è mai.

Così ad un tratto hai:
– il momento giusto e ti mancano invece le parole.

– la persona giusta e le parole ma il momento è sbagliato e combini un casino.

E’ sempre così. Poi arriva quel momento perfetto, e la persona perfetta, ma ti senti dire cose profondamente errate. Un dramma che capita a chiunque almeno una volta nella vita.

Ma l’essere Spam agli occhi di una persona non cambia tutto. Ti ritrovi solo con più cose da dire e con meno momenti adatti per potergliele rivelare. Eufemisticamente parlando.

Forse è questo il mio movente per scrivere. Il fatto di aver più spesso le parole giuste e basta, che le persone giuste al momento giusto, e va bene così.

Lo spam è insignificante, non ha peso ne’ consistenza, ma esiste, viaggia nello sconfinato fiume di informazioni che è il web, trova miliardi di caselle di posta elettronica. Oltrepassa  filtri. Si rigenera e torna, più convincente di prima, più fastidioso di sempre, incessante. Ma impara da se stesso, torna sempre migliore.

Ora, io non penso di contribuire alla causa del più avvilente e mediocre Spam (per quanto possa considerarmi mediocre, non credo di arrivare a quei livelli), ma bisogna riconoscerne la tenacia. L’assurda insormontabile volontà di tornare a rompere le scatole. Lasciarsi eliminare ma non definitivamente.

Così non mi resta che tornare sui miei passi.

“..torno a scrivere di te, torno a ballare la lap dance, torno castana..”

Si, ma torno.

Torno a parlare di me.

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