Geografia del Web Writing

Ovvero la breve storia di come SEO schiavizzò Write

Esistono milioni di articoli che parlano fondamentalmente del nulla e che vengono smantellati e ricostruiti con parole diverse ogni singolo giorno. Lo sapevate? Proprio su argomenti che riguardano la Seo, poi, sembra che chiunque scopra questo tipo di cose si senta autorizzato a comunicarle in giro e i risultati sono che in più o meno  venti milioni di articoli ti spiegheranno con estrema pazienza che ti serve un sito web, che devi puntare su alcune keywords, che saper utilizzare i social network è importante. Che.. Sembra che in questo ramo di internet le cose vengano semplicemente ripetute all’infinito.

La seo e il web marketing sono i venditori porta a porta del web. Perché: vendono qualcosa, (e lo fanno in una logica in cui “ tutti vendiamo qualcosa”), assumono linguaggi particolari e tecniche avanzate per portare un cliente a comprare. Può sentire la necessità di un prodotto ma se non ne ha, loro gliela creano.

Ovviamente tutto ciò che leggerete qui, non è altro che la mia personale visione -condivisibile o meno- di una grande fetta del web in cui da un po’ di anni mi sono imbattuta. L’ho osservata, mi ci sono intrufolata. Ho scritto per editori in cerca di articolisti, o veri e propri scrittori, piccoli opinionisti in erba o copywriter seriali che sfornassero 10 schede tecniche di prodotti al giorno, da pagare 2 euro. Insomma non parlo per sentito dire: sono finita anch’io nella rete della scrittura senza passione, nella rete della scrittura “riempitiva”. Interessandomi anch’io per un po’ al concetto – deviato – che il web sia uno spazio talmente grande che se non stai attento al numero non puoi emergere, che occorra riempire gli spazi, riempirli con la tua scrittura e sperare che il prezzo a parola sia equivalente a un centesimo o più.

“conquistare” le vette del web, posizionare un sito, azzerare il potere espressivo della scrittura con il termine “pagerank”

Le “regole”, dettate da persone che “ne capiscono” di formule vincenti del successo su Internet, vengono vomitate su enormi piatti Seo friendly e date in pasto, assimilate e messe in pratica da intere categorie di persone che hanno una certa voglia di scrivere, o di monetizzare questa passione.

Ma il risultato è ciarpame: ti chiedono un po’ di petrolio da gettare in una giungla già inquinata da parole che non sono le tue.

Tonnellate su tonnellate di junk-writing gettate nelle fauci del web. Chi sa già “come funziona” avrà i suoi bei numeri, risultati ottenuti tramite visualizzazioni e clic di vario genere da parte della “brodaglia” di persone che ogni giorno circola su internet, ormai dissezionata e studiata in ogni minimo dettaglio: quanto rimane sulla pagina, cosa torna a visitare, su cosa clicca, cosa compra e perché. I numeri sono diventati un elenco di azioni, senza ancora ne’ volto ne’ nome.

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Ai siti web rimangono quei contenuti strappa- likes che formano dei veri e propri “bacini” di utenza mal gestita e mal informata, che fa con certi contenuti quello che si fa con i bicchieri di plastica: li usa, e li getta nel resto di immondizia che circola su internet. Non rimane nulla, se non qualche informazione sporadica che a sua volta è stata ripresa e riutilizzata da un altro articolo junk della giungla inespressiva di junk contenuti. E proprio come i bicchieri di plastica vengono riciclati, l’articolo verrà riciclato a sua volta in un circolo vizioso quasi senza fine.

Vi è un certo entusiasmo nel vincere alla lotteria dei numeri ed è stimolante e per un po’ può anche contagiare, ma nel momento in cui certe regole devono “infiltrarsi” in altri campi come quello più delicato della scrittura, bisognerebbe prendere un attimo più alla leggera certi schemi e lasciarli a chi su questi schemi ha creato e continua a crearsi la propria professione sul campo ogni giorno. Chi scrive, invece, secondo me dovrebbe rispondere solo ed unicamente alla sua etica e al suo grado di passione, in qualsiasi “micro campo” della web scrittura voglia operare.

Google al servizio dei buyers

Basta accorgersi dell’(in)evoluzione di Google: un motore di ricerca che strizza l’occhio a tutto ciò che è commerciale e da cui può trarre profitto. Era così anche prima? Si, ma meno spudorato.

Per alcuni il web writing è diventato una sorta di matematica e tra qualche anno, la figura del copywriter sembra che non esisterà più: è probabile che occorra cominciare a fare i conti con questa cosa già ora, perché ciò che viene chiesto non è altro che un riassemblamento di dati già esistenti secondo formule già prestabilite che cambiano in base ai cambiamenti evolutivi dei motori di ricerca, che a loro volta si prostrano al “cliente” generico, non più all’internauta, non più al lettore, mettendo in risalto i negozi più vicini e gli affari più convenienti o più recensiti.

La funzione data alla scrittura dal web marketing è rigida, piena di tecnicismi che non tengono conto della vera calibratura dell’autore, è sempre più simile al linguaggio di programmazione. Nasceranno -e sono già nati- software per la creazione di contenuti in base ai dati e alle key words fornite per dare ai marketers e ai Seo ciò di cui hanno bisogno per ottenere i loro risultati.

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Tieni questi dieci testi tutti uguali e cambia solo il soggetto, et voilà.

Un giorno chi ama scrivere ed ha intenzione di farlo si è visto consegnare una serie di frasi e parole già preformulate e da “scrittore” è diventato un “assemblatore” di frasi morte. Diventa quindi un mezzo per raggiungere uno scopo. Facilmente sostituibile con qualunque altro copywriter capace di eseguire il meccanico assemblamento sulla catena di montaggio di un sito web.

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Probabilmente c’è stato un momento in cui nel web si scriveva davvero tanto e la conseguenza di ciò, era che il web era navigato da lettori. Adesso chi scrive cerca di raggiungere un cliente e di fare affari con lui, e l’architettura logistica delle professioni 2.0 (web master, grafico, marketer) cerca di creare un idillio che porta il cliente a comprare.

Il marketing e la qualità
I testi che parlano di web marketing parlano chiaro, e mettono tutti al centro del discorso il fatto che non esistono “regole magiche”, l’unica cosa a cui bisogna prestare attenzione è la qualità dei contenuti e l’accortezza di certe regole. Ma la qualità è diventata in questo modo un concetto troppo vago nel suo essere “l’argomento jolly” a cui dare centralità per poi svelarti che in realtà si, ci sono le regole “magiche” per ottenere visite e click, sennò di cosa avrebbero dovuto parlarti?

E’ stato creato un vero e proprio mercato ormai totalmente svalutato e svenduto a prezzi ridicoli perché certe regole, certi valori Seo, certi posizionamenti, rank e altro, sono stati valutati più importanti della qualità. Hanno tolto il valore di “artista” a chi scrive i loro contenuti perché adesso gli “artisti” del web sono proprio loro, con le loro regole che condizionano continuamente l’enorme alienante meccanismo della produzione di massa di articoli aberranti.

Non fraintendetemi, non sto dicendo che nessuno cerchi la qualità. La “qualità” è un concetto centrale in qualsiasi teoria Seo che possiate leggere online. Se ne parla costantemente, quasi in maniera assillante, ma è come parlare del nulla. E’ una cosa che nomini, che ripeti, ma a  forza di ripetere un concetto.. Non se ne perde un po’ la sostanza?

E’ l’evoluzione, darling. Naturalmente ciò non coinvolge tutto il web, ci mancherebbe. Una parte di web dev’essere per forza incontaminata. #credo

Ma chi ha bisogno di scrivere, chi ha davvero questa passione, non ha la necessità PRIMARIA di avere un computer, un cellulare, delle tecniche collaudate da grandi esperti del marketing che si basano su statistiche del 2000, quando l’internauta medio era un nerd che voleva far tutto fuorché leggere lunghi testi trattanti non si sa cosa.

Chi ha voglia di scrivere ha un fondamentale bisogno di chi ha voglia di leggere. Non ha bisogno della tecnica Seo aggiornata al 2017, non ha bisogno di un internauta che attende solo di essere accalappiato da un sensazionale titolo o un’appariscente immagine con delle tette, non ha bisogno di un utente facebookiano abituato a scorrere, scorrere e scorrere metri di home magari senza leggere nulla.

Le statistiche, la voglia di superare il numero più alto, comprensibilmente rientra nel fascino della sfida numerica.

Chi detta le regole ? Senz’altro i motori di ricerca, che influenzano i web masters e i Seo.

Ciò che normalmente è alla base di ciò che influisce qualitativamente su un prodotto (la struttura portante, la sostanza) viene comprato e svenduto in una logica di mercato nel quale i copywriters sono le ultime ruote del carro e devono spartirsi i proventi con il resto dei professionisti del web gerarchicamente posti metri e metri più in alto di loro.

Quando però i contenuti non sono più il mezzo per arrivare a qualcosa, la scrittura torna ad essere un elemento centrale.

E, prima che la confusione generale faccia scomparire i contenuti di valore dal web, vorrei che chi negli ultimi tempi si è “svenduto” per regalare (indirettamente) a qualche web master un lorem ipsum appena appena un po’ più elaborato, si svegli e cominci a “regalare” al web un tipo di contenuti in cui crede davvero, un contenuto “gratis” che arricchisca chi legge e chi scrive di pura passione per la scrittura e la lettura, e basta. Un contenuto gratis che abbia più valore di quelle quattro keywords posizionate in un testo da 400 parole costato all’editore 4 euro e in seguito detassato del 20 % più un ulteriore 15%, un gratis che è uno schiaffo morale a tutto ciò che è stato comprato a fini “statistici” e “riempitivi” e che noi, almeno per un certo periodo, abbiamo “svenduto”.

Un contenuto che brilli di luce propria.

Il mio, è questo.

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3 Replies to “Geografia del Web Writing”

  1. Lady Seo e Mister Write
    Una storia d’amore impossibile…
    Ma Write, nonostante i continui cambiamenti di umore di Seo, è sempre qui!
    Nel sogno di averla, almeno una volta!

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  2. la signorina “Pertin Enza” col Blog c’entra, perchè ogni strada è buona per arrivare alla metà della meta 🙂
    L’unione fa la forza, quindi bisogna unirsi per essere forti…

    Uniamoci 😛

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