Carve the mark–I predestinati (Veronica Roth)

Si chiama Carve The Mark, è scritto dall’autrice di Divergent, è il primo libro di una duologia ambientata in un universo inventato.

Le vicende sono ambientate in un sistema solare lontano, a grandi linee simile al nostro, formato da una stella e una decina di pianeti

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Nooo, non sto parlando di Trappist-1, la stella nana del nuovo sistema solare appena scoperto in cui potrebbe esserci la vita, a soli 39 anni luce da noi… O forse si?

Fateci caso, l’uscita di Carve The Mark è stata più o meno a metà gennaio, appena un mese prima della notizia della scoperta di Trappist-1. Purtroppo lo avevo già letto, altrimenti sarebbe stato bello immaginarlo proprio ai confini della nostra galassia invece che in un universo di fantasia.

Nulla mi vieta di farlo ancora, magari quando leggerò il prossimo della duologia. Anzi, magari è proprio soltanto grazie a questa casualità che Veronica Roth avrà una lettrice in più del secondo capitolo di Carve The Mark.  E questo forse spiega da sé il mio giudizio complessivo sul libro.

Questa è la seconda volta che provo a scrivere una recensione di Carve The Mark, mi sono resa conto che nella prima mi riusciva un po’ difficile spiegare cosa mi piacesse e cosa no senza far sembrare che stessi letteralmente accoppando il libro, che di per sé è un libro accettabile, ma sicuramente molto diverso da ciò che probabilmente mi aspettavo – e come me sono sicura anche molti altri- dopo l’uscita di Divergent.

E’, nello stile, nel genere, nella trama, appunto, in un universo a parte rispetto a quello di Divergent, non solo in senso letterale. Lontano dal mondo in cui Eruditi, Pacifici, Abneganti, Candidi ed Intrepidi erano confinati, lontano dal tipo di personaggi e storie che caratterizzavano Divergent.

Signore e signori… LA gif (non è bellissima??)

Lontano perché Carve The Mark è un fantasy ambientato nello spazio, ovviamente, e anche perché sembra quasi che sia scritto per un target un po’ più giovane rispetto a quello di Divergent. Forse questa è una mia impressione ed è solo perché non mastico fantasy già di mio, ma mi è sembrato che la caratterizzazione dei personaggi fosse davvero molto netta e quasi superficiale, relegando ai cattivi ruoli molto cattivi e ai “buoni” … beh il ruolo di non farsi uccidere dai cattivi, a grandi linee.

Però l’idea del fantasy “spaziale” ha un suo charme, inutile negarlo. Non dimentichiamoci inoltre di “…the mark” del titolo che subito suggerisce la presenza di sette, tribù e quant’altro. L’immaginario che si crea con questi tre semplici elementi sta in piedi e mi attira anche abbastanza, in più la copertina è.. wow. Quando ho visto la prima volta questo libro dal vivo stavo aspettando alla cassa di un supermercato a Firenze, ho visto il titolo da lontano (se fosse stato scritto in piccolo molto probabilmente non l’avrei nemmeno notato), mi sono subito avvicinata e.. niente, doveva essere mio. E ancora non sapevo che fosse fantasy, o ambientato nello spazio, o niente di che.

Così l’ho acquistato e ho cominciato a leggerlo poco dopo. Non era male, dopotutto. La storia di lui e lei che si intersecano piano piano e le particolarità dell’uno e dell’altra che lentamente prendono forma. In certi punti è lento, ma quando scorre.. scorre bene.

Se deciderete di leggere il libro vi renderete pian piano conto che il sistema che la Roth ha creato è abbastanza complesso e strutturato, anche se in molti punti della storia l’intera “organizzazione” che ha impostato risulta essere poco credibile e per nulla solida.

Ma la storia di fondo c’è, è abbastanza romantica ed ha qualcosa da comunicare al lettore. Il concetto che più mi ha incuriosito di questa storia è quello della “corrente”. La corrente rappresenta una sorta di energia che anima tutte le persone e tutte le cose, dando a ogni persona un particolare dono fin dalla nascita.


LEGGERISSIMI SPOILER SUI PERSONAGGI (caratteristiche che comunque si scoprono dopo i primi capitoli)

-per leggerli, seleziona il testo e rivela la parte nascosta-

La protagonista femminile si chiama Cyra, è la sorella dell’erede al trono della sua popolazione, gli Shotet, popolo nomade e guerrigliero che si aggira per il sistema solare alla ricerca di oggetti particolari provenienti dagli altri pianeti. Ha un dono abbastanza traumatico: incarna il dolore, riesce a far provare dolore ma lo prova anche lei stessa, infatti sta sempre male.

Il protagonista maschile invece è Akos, lui fa parte di un popolo pacifico e con saldi principi, i Thuvhesiti, e il suo donocorrente è.. Indovinate un po? Quello di annullare il donocorrente della persona che viene a contatto con lui.

Questo creerà una sorta di complementarità che influirà notevolmente sulla trama e che realisticamente creerà anche una sorta di attrito e contrasto che animerà il loro rapporto.


In quel momento lo sguardo di Cyra era come quando preparavano le pozioni di fiori del ghiaccio e lei riusciva finalmente a ottenere il risultato sperato.
Una sorta di orgoglio, pensò Akos, per aver fatto qualcosa di utile.
Le stava bene quello sguardo.

AKOS


Il dolore aveva un suo modo di scomporre il tempo. Pensavo al minuto successivo, all’ora successiva. Non c’era abbastanza spazio nella mia mente per mettere insieme tutti quei pezzi, per trovare le parole per riassumerla nella sua interezza.
Ma la parte dell'”andare avanti”, per quella le parole le avevo.

‘Trova un modo per andare avanti’ dissi. ‘Non deve necessariamente essere buono, o nobile. Basta che sia un motivo.’

Conoscevo il mio: c’era una fame dentro di me e c’era sempre stata. Una fame più forte del dolore, più forte dell’orrore. Continuava a mordere anche dopo che ogni altra cosa dentro di me si era arresa. E quando finalmente le diedi un nome, scoprii che era qualcosa di molto semplice: desiderio di vivere.

CYRA

Passiamo alle prove di casting.

Non so a voi, a me piace tanto l’idea di attribuire l’immagine di un volto (ad esempio di un attore, cantante ecc) ai protagonisti dei libri che leggo che incarni il più possibile il personaggio per come me lo sono immaginato. In questo caso ho trovato un personaggio/attore che potrebbe benissimo impersonare Cyra:

Alycia Debnam Carey (Lexa in The 100)

Risultati immagini per Alycia Debnam-Carey

Uguale, no?


Il mio voto al libro: 2.5/5


Prossimamente le recensioni di: Il metodo 15/33 di Shannon Kirk, Fight Club di Chuck Palahniuk, La gemella sbagliata di Ann Morgan &…

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9 Replies to “Carve the mark–I predestinati (Veronica Roth)”

    1. Si ma come vedi, anch’io sono stata abbastanza “contrastata” in questa recensione… Per questo è un continuo: “coinvolgente MA..”, oppure: “deludente ANCHE SE..”. Però mi ha piuttosto delusa il fatto che, pur essendo ambientato nello spazio, la Roth non abbia creato quel tipo di atmosfera che avrebbe dato un po’ più di contesto “zero gravity”, l’ho avvertito un po’ piatto e leggermente claustrofobico in quel senso. Ma è un punto di vista personale e certamente tu, come del resto altri di cui ho letto in giro, la vedono diversamente.
      Per il resto ho abbastanza apprezzato l’idea di fondo e la storia tra i protagonisti. Forse riuscirò a capire se la lancetta verte più sul si o sul no col secondo, non perdo ancora le speranze:)

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  1. Ti ho commentato “started reading” de’ L’apparenza delle cose dicendoti che l’ho prenotato in biblioteca e che non vedevo l’ora di leggerlo… be’ ho prenotato pure questo in biblioteca xD
    Peccato che tu gli abbia dato due stelle e mezzo… ma ho sentito molte recensioni perplesse/negative da chi, della Roth, aveva già letto Divergent. Io, Divergent, non l’ho letto, non ho mai letto niente della Roth, quindi diciamo che non parto “prevenuta”!
    Attendo la tua recensione su’ L’apparenza delle cose, quando l’avrai letto 🙂

    p.s.: adoro alla follia Alycia Debnam Carey e il suo ruolo di Lexa in The 100 .

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    1. Visto e risposto:)
      E mi ritrovo a dover ribadire il concetto… WOW! per me sarebbe assolutamente impensabile prenotare libri così nuovi in biblio, ti invidio un po’!:D
      Riguardo Carve The Mark : in realtà io non sono un’enorme estimatrice delle storie fantasy, può anche essere questo che non me lo ha fatto apprezzare appieno, ho notato che invece a te piace molto come genere quindi magari a te piacerà! Fammi sapere poi eh;) Poi se un giorno nella tua ultra moderna biblioteca dovessi trovare Divergent, ti consiglio di leggerlo perché è una gran bella saga e secondo me merita assolutamente!
      PS: chi non ama Lexa!!? :))

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      1. Be’, diciamo che non è proprio la bibliotechina del paesino sperduto, ma nemmeno una biblioteca (anzi delle biblioteche) della città di Torino… la cosa bella è che già è una biblioteca medio/grande di suo (ribadisco: mai quanto quella/e di Torino eh?), in più fa parte di un sistema per cui tutte le biblioteche aderenti accettano prestiti interbibliotecari, facendo sì che ci sia un bel catalogo 🙂 Adoro le biblioteche xD Probabilmente non avrai capito ciò che ho spiegato. Perdonami, sto facendo una pausa dallo studio e la mia mente sta ancora elaborando varie cose giuridiche xD Comunque Divergent è già nella mia wishlist da un po’, ma a questo punto lo leggerò dopo Carve The Mark 😉

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    2. Tranquilla, si è capito quel che hai voluto dire:P Anche la mia biblio fa parte di un circuito per cui sono un po tutte collegate le biblio della provincia.. Ma su una cosa ti devo contraddire: la mia biblio di paese in quanto a titoli recenti è ben più fornita di quella provinciale in cui ci sono si molti più libri magari ma sono per la maggior parte archivi storici della città ecc. Ma qui siamo una piccola realtà rispetto a Torino, eh! Dato che sono di Trapani.
      Scusa se ti rispondo con questo ritardo ma i rapporti di odio amore che ho con questo blog di tanto in tanto mi allontanano.. Ma poi solitamente ritorno:D

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